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Tempo di essere madri

In molte regioni Italiane è stato di recente istituito lo strumento del Referendum Propositivo. Questo prevede a fronte della presentazione di un determinato numero di firme, la discussione in consiglio regionale della proposta di legge entro un periodo di tempo determinato (in genere un anno solare)

Come esempio pubblichiamo di seguito l'iter procedurale per la regione Lazio.

L’iter procedurale nel Lazio

Lo statuto della regione Lazio all’art. 62, per la prima volta in Italia, introduce l’istituto del cosiddetto referendum propositivo.
Il referendum propositivo si distacca, in quanto a caratteristiche ma non nelle modalità, dalla tipologia abrogativa e consultiva, dal momento che racchiude sia gli elementi propri dell’iniziativa legislativa popolare che quelli del referendum.


Più precisamente, la fase iniziale del procedimento è rappresentata da un’iniziativa legislativa da parte degli stessi soggetti legittimati a richiedere il referendum abrogativo.

A questo punto l’organo titolare della funzione legislativa, cioè il Consiglio, dispone di un anno di tempo per deliberare in ordine alla proposta di legge regionale, decorso inutilmente il quale si dà vita alla consultazione referendaria.

Nel caso di esito favorevole del referendum, il Consiglio è allora tenuto ad esaminare la proposta di legge regionale in questione nel termine di sessanta giorni dalla proclamazione del risultato della prova referendaria.

In definitiva, e facendo riferimento allo statuto stesso e alla legge regionale nr. 78 del 20/06/80(Disciplina del referendum abrogativo di leggi, regolamenti, provvedimenti amministrativi della Regione Lazio), l’iter procedurale per la presentazione della proposta di legge "Tempo di essere madri", sarà il seguente:

1) Entro sessanta giorni, e cioè non oltre il mese di Dicembre, i promotori del referendum promuoveranno lo stesso presso la Regione, dandone comunicazione scritta alla segreteria del Consiglio regionale.

2) Il Presidente del Consiglio regionale darà notizia della proposta di referendum al Consiglio regionale nella prima seduta successiva.

3) Successivamente alla comunicazione da parte del presidente Regionale al Consiglio regionale i promotori del referendum, sottopongono alla segreteria di qualunque comune della Regione, per la vidimazione, i fogli sui quali debbono essere raccolte le firme per la richiesta di referendum.

4) La richiesta di referendum non può essere presentata su fogli vidimati da oltre sei mesi. La richiesta di referendum inoltre dovrà comunque essere presentata entro e non oltre il 30 di settembre.

5) I promotori del referendum, non appena completata la raccolta del prescritto numero di firme fissato in numero di 50.000 dall’ art. 61 dello Statuto Regionale, presenteranno alla cancelleria della corte d' appello di Roma la richiesta di referendum corredata dalla relativa documentazione.

6) l' ufficio centrale regionale per il referendum presso la Corte d’Appello di Roma, entro quindici giorni dalla sua costituzione accerterà l'ammissibilità della proposta di referendum propositivo.

7) L' ufficio centrale regionale per il referendum entro il 30 novembre procederà alla verifica della regolarità formale in relazione alle disposizioni vigenti.

8) Entro il 31 dicembre l' ufficio centrale regionale per il referendum notificherà ai promotori e agli organi regionali preposti, l'ordinanza definitiva.

9) Qualora il Consiglio regionale delibererà in ordine alla proposta di legge da sottoporre al referendum propositivo entro un anno dalla dichiarazione di ammissibilità della relativa richiesta, il Presidente della Regione, con proprio decreto, indice il referendum propositivo popolare sulla proposta stessa.

10) L’esito del referendum sarà favorevole se parteciperanno alla votazione la maggioranza degli aventi diritto raggiungendo la maggioranza dei voti validamente espressi.

11) Entro sessanta giorni dalla proclamazione dei risultati del referendum propositivo, se l’esito è favorevole, il Consiglio è tenuto ad esaminare la proposta di legge sottoposta al referendum stesso.

La Regione, inoltre, a norma dello statuto, prevede forme di assistenza da parte dei propri uffici nei confronti dei promotori dei referendum (art. 63 c. 4)