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26/03/2009
LAVORO: 30 SVEGLIE SUONANO A VARESE PER 'TEMPO DI ESSERE MADRI'
Varese, 26 mar. - (Adnkronos) - Questa mattina i militanti varesini di CasaPound Italia hanno simbolicamente svegliato il centro di Varese. Erano oltre 30 le sveglie piazzate in punti strategici della citta' che hanno suonato in contemporanea alle 8 per ''ricordare alle istituzioni le difficolta' che, per la cronica mancanza di tempo, incontrano ogni giorno i genitori che lavorano''. Un'azione mediatica che coincide con la presentazione in citta' questo sabato del progetto di legge 'Tempo di essere madri', progetto che si propone di trovare una soluzione concreta al problema.
''Abbiamo voluto mettere in scena questa azione per destare l'attenzione su un problema - afferma Gabriele Bardelli responsabile provinciale di Cpi - ma anche proporre fattivamente una soluzione. La conferenza di presentazione del progetto avra' luogo sabato alle 11 nella sala Hydra dello Yes Hotel in Via Fusinato 35 a Varese. Relatrice sara' Maria Bambina Crognale, ideatrice del progetto e responsabile del Comitato Tempo di essere madri.
Il progetto prevede la riduzione del consueto orario lavorativo da 8 ore a 6 ore giornaliere, per i genitori con figli di eta' compresa tra 0 e 6 anni, con retribuzione complessiva invariata.L'85% sara' a carico del datore di lavoro, il restante 15% a carico dello Stato. A decorrere dal sesto anno di vita del bambino il genitore potra' continuare a scegliere di lavorare 6 ore al giorno, ma senza il contributo statale del 15%. Resta salva la possibilita' di tornare al full-time, qualora lo si desiderasse. Il beneficio e' estendibile a un genitore a famiglia, a prescindere dal sesso.
Il Comitato ''Tempo di essere madri'', si legge in una nota, ''nasce per trovare una proposta concreta, facile e positiva con lo sguardo rivolto al futuro per quelle che sono le difficolta' della vita quotidiana di ogni genitore. La realta' ad oggi e' quella dell'assenza di strutture per l'infanzia, quella dell'impossibilita' di conciliare gli orari di lavoro con gli impegni familiari, quelli dell'incertezza e del precariato, quella che fa scegliere di avere un bambino, ma che costringe a rinunciare al lavoro o ai figli. E se la scelta indica liberta', oggi la liberta' di avere un figlio si trasforma in una zavorra. Almeno cosi' dice l'Istat che racconta di un 14% di donne che abbandonano il lavoro dopo la nascita del primo bimbo; che racconta di un'Italia con un tasso di natalita' in continua diminuzione e di un' Italia che non sa ragionare in maniera integrata di politiche del lavoro e politiche sociali''.
(Zlo/Ct/Adnkronos)
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